19 aprile 2012

C’è vita fuori da Twitter?

Temo di no. Temo che fuori da Twitter sia la non-vita. Cioè, si può anche continuare a vivere benissimo senza (in)seguire ed essere (in)seguiti. Si può persino riuscire a comunicare con altri esseri umani/entità diversamente istituzionali senza la necessità di sottolineare i concetti-chiave con un #. Però, se lo si fa – senza hashtag e menzioni  - si è fuori. Fuori da quel mondo in cui succedono le cose di cui poi tutti parlano. E quel tutti è ‘il’ mondo, o cosa?

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18 aprile 2012

Shock drammatico

Lo shock drammatico che il Governo Monti si è posto l’obiettivo di evitare, io invece speravo che avvenisse. Le conseguenze non sarebbero state più catastrofiche delle iniziative salvifiche che invece stiamo subendo. Saremmo semplicemente stati costretti ad affrontare ora – invece di dilazionarlo nel tempo – il nostro conclamato fallimento: economico, politico, democratico.

L’oppressione fiscale cui anche il governo Monti non ha inteso risparmiarci è quantitativamente irrazionale: inibisce la voglia e la possibilità di fare impresa, investire, creare lavoro. Ed è ingiusta, perché non altrimenti finalizzata se non alla salvezza del sistema. Del sistema corrotto, improduttivo, de-pauperizzante che ha mostrato in questi due ultimi decenni (ma, in fondo, anche prima) di non aver altra prospettiva se non tener in piedi sé stesso.

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1 gennaio 2012

Nuovo nato

Hanno mamme e papà non nati in Italia, ma in Italia residenti e lavoranti. E loro in Italia sono stati generati, in Italia cresceranno, andranno a scuola, faranno sega a scuola, avranno gli amici e poi i fidanzati e un lavoro e una famiglia. Beh, dipende. A 18 anni saranno costretti a fare la fila in Questura per il permesso di soggiorno. Dovranno chiedere il permesso per restare nel loro paese. E il loro paese potrebbe pure dirgli no. Auguri, piccoli non-italiani.

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19 dicembre 2011

Potrei essere tua madre

Mi è toccato precisarlo, visto che su twitter non ci si vede, e neanche su Facebook ci si vede, ed anche quando mi si vede, in tv tipo, inganno – per via dei capelli, credo. E poi adesso sembriamo tutte meno, anzi più. L’aspetto cioé è anagraficamente indefinibile, quello di noi contemporanee senza-figli senza-famiglia. Noi così 2.0 da sembrare native – mentre l’email è arrivata che io ero già all’ultimo anno di università, il monitor era nero con cursore verde, il telefonino era un citofono portatile – e costava un botto. Ecco, quella è la mia epoca. continua a leggere »

15 dicembre 2011

Democrazia o libertà?

Si può vivere in un regime pienamente democratico, ma non essere liberi. In Italia, ad esempio, fino all’approdo del governo Monti. Governi democraticamente legittimati impegnati fino all’ultimo neurone a limitare la libertà dei sovrani, i loro deleganti. Farlo in maniera legittima, tassando, istituendo nuovi reati, nuove pene, nuove sanzioni amministrative. Imponendo poi, limiti ‘etici’ ai comportamenti individuali. Quella è ‘democrazia’ ma non è libertà.

Si può essere in un regime democraticamente commissariato e vedere invece le proprie libertà ampliarsi. Succede in alcuni dei paesi arabi neo-rivoluzionati, dove all’esercizio del voto non ancora pienamente compiuto corrisponde la soddisfazione di quei bisogni pienamente liberali – dalla libertà di parola a quella di manifestazione – di cui non c’è essere umano che non avverta l’urgenza. continua a leggere »

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