Allora, il SSN ti impone un medico di base, ok? Ecco, se cambi città ma non residenza per poter beneficiare dei servizi sanitari pubblici che già paghi con le tue tasse devi: 1) revocare il medico nella città di residenza 2) presentarti di persona alla nuova Asl di domicilio con i seguenti documenti: contratto di lavoro, fotocopia carta di identità, fotocopia codice fiscale. Se sbagli distretto (Roma è suddivisa in distretti) perché quello al tel ti ha dato un’indicazione sbagliata, beh son cazzi. Gli uffici sono aperti fino alle 12. Ritorni il giorno dopo, punto. Ah, se per caso non hai un contratto di lavoro perché magari sei free, beh, le cose si complicano perché devi autocertificarti non so che e cmq in questo caso il medico te lo prestano solo per sei mesi, scaduti i quali devi rifarti la trafila. E questo, appunto, perché non sei un ivi residente. Chissà poi perché si stupiscono della rigidità del lavoratore italiano medio.
Ecco, io cmq tutta questa violenza alla mia serenità di raziocinio non accetto di doverla subire. Se non si è capaci di civilizzare la burocrazie, ebbene io secedo dallo Stato, tanto per quel che vale. Ecco, non la voglio la Sanità ‘gratis’. Ci rinuncio: mi faccio un’assicurazione privata, punto, che di certo mi costerà un sacco meno.
A proposito, quando stavo a Londra per prendermi il medico ho chiamato l’Nhs al tel, che dopo due giorni mi ha recapitato a casa la lista dei medici della mia zona, con tanto di indicazione della distanza (in metri) da casa mia, oltre ovviamente alle specifiche sulle caratteristiche dello studio e dei relativi servizi. Ecco. L’Italia è una dittatura di merda, ce ne vogliamo capacitare o no.
Confermo e sottoscrivo.
bellissimi i tuoi disegni-pensieri. ti ho aggiunto al mio blogroll.
post eccezionale
beh, disperato direi
cmq, spamma pure se ti va, che a qualcosa potrebbe pur servire.
s
Non voglio fare il bastian contrario e sono d’accordo sul fatto che in Italia tutto sia molto più macchinoso… ma l’NHS (National Health Service) proprio no… ho vissuto circa 8 anni a Londra cambiando molte abitazioni e posso assicurarti che loro, in quanto a medici di base stanno a pezzi e se hai bisogno di qualcosa di più di paracetamolo ti mandano all’ospedale dove ti prescrivono cose serie come gli antibiotici.
Mi rendo conto della frustrazione, ma Brunetta si occupa di Semplificazione, perchè non mandargli una bella letterina? ah, perchè sei free credi di essere la parte peggiore dell’Italia? Non pensarci, non lo sei.
N_
ottima idea, quella di scrivere a brunetta. mo’ ci provo.
quanto alla qualità professionale del sistema inglese non ho elementi per argomentare. io ho avuto esperienze positive, però non ho vissuto là tanto a lungo quanto te. il punto però qui è la frustrante, annichilente oltretutto costosissima struttura organizzativa e l’imposizione a doverla subire senza possibilità di rinunciarvi, in piena e consapevole coscienza. è lo stato che ti si impone, ti costringe a prenderti un giorno almeno dal lavoro per poter fare cose che si potrebbero comodamente fare online. e se ti danno info sbagliate, di giorni di lavoro ne perdi due. e chi te li ripaga? e poi quell’insopportabile favoritismo strutturale per i dipendenti fissi…intollerabile, soprattutto per chi invece teorizza – ed a ben donde – le virtù della flessibilità.
Concordo con kuliscioff. La cosa che irrita in maniera atroce in Itaglia è la protervia di chi, DA TE PAGATO, si crede razza superiore, sommamente irresponsabile. Sul “favoritismo strutturale per i dipendenti fissi”, si arriva sempre al solito punto: un paese stravecchio, ingessato, malato di sindacalite acuta. In Gran Bretagna nel 1979 erano messi uguale – ma loro votarono per Margaret Thatcher che prese a legnate i sindacati salvando la nazione. Da noi… meglio evitare, altrimenti mi metto a piangere dalla disperazione.
Gran bel post, complimenti!
Sono 20 anni che la penso così, ma sino a pochi mesi fa oggi credevo di avere strane idee. Cambiare le cose comunque è veramente difficile; da quando uso Facebook, comunque, ho trovato moltissime altre persone che vorrebbero uno Stato più efficiente e meno invasivo. Continuiamo, esprimendoci i n maniera sempre più convincente. Bravi tutti.
sto preparando le carte per il riconoscimento dell’invalidità di mio padre. carte, appunto. decine di fogli in decine di formati diversi, in cui è complicato rintracciare anche solo la data. ho dovuto rifotocopiare metà dei referti, perché nel frattempo il medico di base aveva perso le copie. quando tutto potrebbe essere disponibile semplicemente con un click. e siamo in Lombardia.
hai pienamente ragione…questo è il paese della dittatura della burocrazia, e dela dittataura degli ordini, first of all.