Archivio per settembre, 2011

30 settembre 2011

Correre con le scarpe sbagliate

Fare jogging – mi hanno spiegato – è un’attività che produce endorfine. A me, francamente, è sempre parso noioso, faticoso, stressante: una tortura. Anche col cane, non mi ha mai rilassato granché. La sola attività fisica a cui da sempre riconosco il potere di rigenerante mentale è il nuoto. Più che uno sport, un ritorno nel ventre materno. A Roma, dove da poco vivo, non ho però più potuto permettermi la quotidiana nuotata mattutina con cui ho iniziato le mie giornate degli ultimi lustri, ovunque abbia vissuto. Nella Capitale le piscine costano un botto e stanno in culo al mondo. Capitolo chiuso.

26 settembre 2011

Fumare fa male. Non fumare fa peggio

Fumare fa un sacco male: fa venire il cancro, le rughe, i denti neri, l’alito pestilenziale, il fiato corto, le unghie gialle, i capelli opachi e fa puzzare i vestiti. Non c’è alcun motivo per cominciare né alcuno per continuare. Infatti c’è un sacco di gente che, semplicemente, non comincia o che, più o meno semplicemente, smette. Gente adulta che, tra il piacere (di aspirare fumo) ed il dovere (di non auto-rovinarsi la salute) predilige il secondo. C’è anche chi al coté ‘piacere’ dà invece un valore diverso, superiore: e quindi non smette, né ambisce a farlo.

25 settembre 2011

Ma a che serve la patrimoniale?

Se non circola denaro è difficile crescere. se il denaro lo si tassa è difficile circoli. uno che mi spieghi a che serve la #patrimoniale?

Così twittai, oggi.
Hanno commentato in tanti, su Facebook.
In breve, chi dice sì lo dice sostanzialmente nella convinzione che il prelievo da patrimoni, quindi da denaro bloccato,  possa essere impiegato per ‘scopi’ pro-crescita – investimenti in infrastrutture, ad esempio. Chi dice no, lo dice perché non si ha alcuna evidenza storica del fatto che il denaro prelevato dallo Stato finisca davvero con il produrre effetti di stimolo per l’economia. Si hanno anzi una serie di obiezioni logiche. Del tipo: se tasso la ricchezza, ne scoraggio la produzione. E se disincentivo la produzione di ricchezza, inibisco la crescita, cioé la creazione di lavoro.
Franco Debenedetti lo ha detto assai meglio di quanto potrei mai fare io. Qui il suo articolo per il Sole24Ore. Di seguito invece il dibattito tra i miei amici su Facebook.
22 settembre 2011

Grecia e Italia: una faza (di tolla), una raza (corrotta)

La Grecia è afflitta in via terminale dal più atavico dei mali mediterranei: la corruzione. L’Italia, beh, fate voi. I guai economico-democratico-sociali dell’una e gli speculari economico-democratico-sociali guai dell’altra derivano da lì. Non c’è un problema – chessò – di fancazzismo nella pubblica amministrazione, tangenti,  evasione fiscale, nepotismo, arroganza trans-istituzionale. Il problema è il marciume, incurabile, affondato nelle viscere del sistema da cui le sù menzionate occorrenze derivano. Tant’è che nessuno – né in Grecia né in Italia – quel sistema si immagina anche solo di emendare, nel profondo s’intende. Allora, mi chiedo: ma che senso ha continuare con la farsa delle misure di salvataggio – l’ultima in ordine di buffonata è la minaccia di non erogare ai greci il prestito necessario per pagare gli stipendi della sua indecentemente prolifica Pa – senza fare nulla di eccezionalmente concreto per estirpare il bubbone corruttivo?

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19 settembre 2011

Dai un consiglio a Berlusconi

C’è chi, come Giuliano Ferrara, gli consiglia di resistere e lottare; chi come l’euro-parlamentare pidiellino, Mario Mauro, di affidarsi a un prete. Chi, invece, come Giuliano Cazzola, gli suggerisce amorevolmente il passo indietro  e chi, meno amorevolmente, quel passo indietro glielo vorrebbe, giudiziariamente imporre (questi ultimi sono tanti: troppi per poterli linkare tutti). E tu, se fossi pagato per consigliare il Presidente, quale soluzione proporresti?

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