Se non ora quando lo dico io. Quando Lidia Ravera e quelle stronzette intellettualmente piatte, culturalmente arroganti, esteticamente noiose, socialmente castali, storicamente tramortite come lei la smetteranno di auto-proclamarsi sindacatesse della femminanza – quella alla quale, loro inconsapevoli, è dato appartenere anche a me? Mi son rotta le palle di sentirmi dire da ste deficienti che non sono libera, solo perché loro, della infinitezza della loro illiberalità, non hanno ricavato che schiavitù. Che anzi sono una quota. Che ho bisogno del protettore di Stato, come una baldracca alle prime armi, e della sorellanza di genere come se il mio genere non si compisse nel genere altro, per alterità e sinergia, ma per comunanza – e con chi, con loro? Quelle idiote che non hanno ritegno a fare una piazzata che manco al bagaglino – tutte femminucce, laureate, emancipate, cornificate, frustrate, antipatiche, respingenti.
RaiNews ha usato i miei soldi per farcene sentire le illuminanti cazzate. Riprenderle mentre intonano orrori vocali ed accennano – sgraziate – danze di subordinazione. Ascoltarle mentre dicono che la liberazione si fa con le quote, e la parità con la legge e che il governo le deve ascoltare, a ste imbecilli, che loro sono le donne, loro lo sanno cosa è bene per le donne. E quello che è bene per le donne è che papà Stato si occupi di loro.
Quelle vogliono fare di me una schiavetta. Una succube, una non-libera. Un encefalo sessualmente anestetizzato, culturalmente sopito, intellettualmente parcellizzato alla mono-dimensione della loro dimensione. Quella di Lidia Ravera e Concitina nostra. Ommioddio.
Sapete che penso? Penso che ce l’abbiano con le gnocchette semi-analfabete per cui i loro compagni le hanno gioiosamente cornificate. Ché i loro compagni sono intellettuali, di sinistra, libertini in privato, moralizzatori in pubblico. E comunque alla fine se le trombano tutte, i loro compagni, manco fossero….beh, lo sapete.
Mi hai tolto le parole di bocca.
Quello che serve si chiama “meritocrazia”, non quote rose o cazzate varie.
mi sono scontrata con lidia ravera nel suo blog, molto democraticamente non ha accolto le mie critiche ignorandole, del resto ignora anche gli altri commenti, e allora non capisco che cazzo tieni a fare un blog posdatato aperto a commenti che non leggi o leggi e non rispondi, intendo lei, lidia ravera… poi ho dovuto usare il mio blog per fare un articolo contro la neoavanguardia femminista che ora è diventata postdietrista
se ti va…
http://sullarottadiulisse.blog.tiscali.it/2010/11/19/il-solito-vecchio-sesso/
“se non ora quando?” è l’ennesimo movimento, di sinistra, che tenta di attingere dalle piazze un potere contrattuale utile solo per mungere soldi, motivazioni ed ideali addotti sono tragicamente ridicoli e menzogneri.
1) nessuno, leggasi NESSUNO, è in grado di dimostrare che, a parità di qualifica e mansioni, una donna regolarmente assunta guadagni meno dei suoi omologhi uomini, se poi si vuole sconfinare nel lavoro nero bisogna metterci dentro milioni di maschietti.
2) dall’incremento demografico, sotto lo zero, si evince che il problema maternità è solo una strumentalizzazione, in ogni caso prima di muovere accuse ad minchiam, sarebbe oppurtuno andare a vedere quante siano le donne che rimangono ingravidate pochi mesi dopo essere state assunte a tempo indeterminato, evidentemente le precarie sono tutte vergini o asessuate, pur nel loro status di mogli
3) le famigerate “quote rosa” sono, a mio avviso, la più becera espressione maschilista che i tempi moderni potessero partorire, il suddetto movimento dovrebbe battersi per eliminare questa specie di contentino, sembra una manciata di granone buttata nel pollaio
4) sull’onda delle legioni gay, questo movimento, non si accontenta della parità dei diritti, no, pretende leggi personalizzate e privilegi, tecnicamente questo significa passare dall’essere state discriminate al voler discriminare
complimenti per il blog, le donne intelligenti sono una ricchezza per l’umanità
M.M.
scusa, sono sempre io, ho sbagliato a linkarmi, sono nuovo
aggiungo un punto, per quanto riguarda molestie e vessazioni subite sul posto del lavoro… la cosa peggiore che possa capitare ad un uomo è ritrovarsi sotto le grinfie di una arpia in carriera, la maggioranza dei dipendenti in analisi ha un capo in gonnella
M.M.