Archivio per ‘chez les autres’

10 luglio 2011

Back to blogging

Kuliscioff ritorna a bloggettare. In esclusiva, intendo.
Non saranno riprodotti gli articoli pubblicati altrove, ché quelli li potete leggere, appunto, altrove. Ad esempio su Libertiamo.it, Processomediatico.it, FareItalia.it, theFrontPage.it.

Il blog sarà Kuliscioff’s, punto.

Non scrivo qui da mesi. E non è stato necessariamente un male.
Oggi. A Roma fa un caldo bestia, con terremotino farlocco incorporato.

Intanto, in Terronia, Brunetta si sposa, Sacconi testimonia, Tremonti tace e Berlusconi non ci va. Il News of the World, per l’occasione, chiude. A Mirabello, Alfano fa il Pdl nuovo, ma con i vecchi: Urso & co entusiasti. Mette la vita, al centro. E fa bene. Chissà perché, però, si preoccupa di quella in fieri e che forse manco ci sarà.

10 marzo 2011

La battaglia politica “epocale” della magistratura

da Processomediatico.it

“A una maggioranza parlamentare non si può rispondere se non con una mobilitazione dentro e fuori del Parlamento”. Così uno dei magistrati, sputtanato da Il Giornale, argomenta con i colleghi la strategia che la “corporazione” – nel “senso nobile” del termine – deve tenere per impedire alla riforma della giustizia di conseguire l’obiettivo.

Del merito della riforma, nel suggestivo scambio epistolare, non vi è traccia. Il nodo è politico. La preoccupazione dei magistrati è che l’opposizione possa non essere adeguatamente attrezzata, o sufficientemente motivata, per rispondere all’offensiva anti-corporativa che il governo si accinge a sferrare. La sfida è tra competitori politici. Berlusconi vs loro, i magistrati – mica lui contro i rappresentanti del popolo in Parlamento.

6 marzo 2011

P4, il valore del brand

di Kuliscioff per theFrontPage

Non sono individuabili i capi di imputazione, né il reato; non è chiaro il confine dell’attività investigativa né la sua profondità. Si conoscono i nomi, quelli sì  – le persone solo ascoltate e quelle invece indagate dagli inquirenti napoletani, il Pm John Henry Woodcock e il collega Francesco Curcio. Della vicenda P4 – scriveva domenica sul Riformista Piero Sansonetti – quello che si può dire è solo boh. Il personaggio-chiave è questo tale, Luigi Bisignani, un puntuale profilo del quale può essere rintracciato ormai ovunque, sul web.

Ma perché quell’allusione capziosa a Gelli, da cui il nome P4? Non è fuori misura, impropria? Troppo suggestiva e troppo mediaticamente brandizzabile, per non destare il sospetto? P4 è un nome perfetto, per far battere le agenzie. Per definire correttamente il corollario criminale dell’inchiesta, però, non avrebbe forse potuto impiegarsi un’espressione meno impegnativa, tipo, appunto, boh?

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3 marzo 2011

È vietato esprimere opinioni su un magistrato?

di Kuliscioff per theFrontPage e Processomediatico

C’è poco da rallegrarsi, amici della libera-opinione-in-libero-web. Nel nostro paese la libertà di opinione è costituzionalmente garantita, nei limiti della legge, va da sé. Non si può diffamare una persona e ritenersi in diritto di farla franca, ovvero di non subirne le legittime rimostranze civili e penali. Diffamare significa diffondere notizie lesive della reputazione e dignità di una persona. È – per intenderci – il tipo di reato commesso da Marco Travaglio nei confronti di Cesare Previti. Responsabilità riconosciuta, nel caso del notista del Fatto, ma non sanzionata perché prescritta.

1 marzo 2011

Condannato il ‘diffamatore’ Jannuzzi (per aver scritto la verità sugli inquirenti del caso Tortora)

di Kuliscioff per theFrontPage

Lino Jannuzzi è stato condannato con il suo cronista dell’epoca Sergio De Gregorio (sì, quel Sergio De Gregorio) a pagare  280mila euro a Giorgio Fontana, il giudice che istruì l’inchiesta su Enzo Tortora. Fontana, con Lucio Di Pietro e Felice Di Persia –  i due Pm di quel primo, esemplare processo che portò alla condanna di Tortora in virtù delle accuse di un manipolo di camorristi di cui solo un cieco avrebbe potuto leggere il pentimento – i tre uomini di legge, si diceva, in virtù dei metodi impiegati in quell’infausta esperienza giudiziaria furono oggetto di un’inchiesta del Csm. Inchiesta che Fontana non prese affatto bene. Infatti si dimise dalla magistratura per abbracciare la carriera di avvocato, a lui evidentemente più consona.

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