Il Presidente della Camera ha spiegato ieri sera ad Otto e mezzo le ragioni per cui la sovrapposizione della carica istituzionale da lui detenuta ed il ruolo politico da lui assolto in Fli non costituisca un’anomalia, soprattutto in un paese dove le anomalie sono ben altre. Lo sarebbe – ha affermato – se nelle funzioni di Presidente mi mostrassi parziale.
Se anche di anomalia si tratta, quindi, le implicazioni nocive ad essa connesse vengono come sterilizzate dalla probità soggettiva del titolare della medesima anomalia – e cioé lui. Per sottolineare il concetto, Fini porta l’esempio dei suoi vice, Lupi, Bindi, Buttiglione: svolgono la funzione in maniera impeccabile – osserva – pur occupando ruoli di primo piano nei rispettivi partiti.
Fini, l’anomalo innocuo
Il doppio passo indietro e la Terza Repubblica
di Simona Bonfante per Libertiamo.it
La Costituente di Fli si è conclusa da un paio d’ore. Fini ha appena consegnato la suggestione propositiva, doppiamente propositiva: il federalismo istituzionale e il doppio passo indietro. Condivido con i lettori le mie personali considerazioni, a caldo.
Emmott: Fli scelga di liberare l’Italia
di Simona Bonfante per Libertiamo.it
In esclusiva per Libertiamo.it, alla vigilia del congresso di Futuro e Libertà a Milano, dall’11 al 13 febbraio, un’intervista a Bill Emmott, autore di “Forza, Italia: Come ripartire dopo Berlusconi
” in cui l’ex direttore di Economist parla dell’Italia, delle sue potenzialità, delle riforme necessarie ed offre un consiglio a Futuro e Libertà: ‘che sappia costruire un’agenda positiva’.
Bunga bunga, recessione economica, debito: di cosa dovremmo preoccuparci di più noi italiani?
Quello di cui dovrebbero più preoccuparsi gli italiani è il fatto che non ci sia abbastanza politica (quello che c’è è ‘rumore politico’, in realtà), che non ci sia un vero governo, né un reale interesse dei politici a formarne uno. Il lento declino economico, l’alta disoccupazione giovanile, l’altissimo debito pubblico – che potrebbe un giorno diventare davvero oneroso – il sostanziale aumento della corruzione nella politica e nella società: niente di tutto questo viene seriamente affrontato dal sistema politico.
Lei ha appena pubblicato Forza, Italia – un libro ottimista, che guarda alle esperienze imprenditoriali e creative più innovative del nostro paese. Crede che queste realtà positive siano in grado di trasformare l’ormai logoro sistema produttivo italiano, in uno che guarda al futuro?
Credo che con un’agenda di liberazione, di rimozione degli ostacoli e delle barriere all’impresa, all’occupazione, all’istruzione ed all’innovazione, la vera forza dell’Italia potrebbe tornare a risplendere. L’Italia ha un potenziale enorme. Ma è come represso, bloccato, trattenuto.
Crede che cambiare (e migliorare) l’Italia, qualora possibile, sia più nelle possibilità della politica, dell’impresa, della creatività o di cos’altro?
Il cambiamento è possibile se la pressione dal basso – del pubblico, dei giovani, dei governi locali, delle imprese, delle associazioni – saprà costringere i politici a modificare la propria impostazione mentale, e ad affrontare con la dovuta serietà i temi davvero importanti, proponendo e quindi implementando un programma liberalizzante.
Se dovesse dare un consiglio a Futuro e Libertà, rispetto all’agenda politica – priorità, temi… – cosa suggerirebbe?
Il primo consiglio è lanciare sempre messaggi positivi, piuttosto che negativi. È facile trovare nelle persone e nelle cose elementi che si prestano ad essere criticati. Ma quello di cui c’è bisogno è invece un accordo su un’agenda positiva. Credo che quell’agenda dovrebbe avere come priorità le normative sul mercato del lavoro (poiché la disoccupazione giovanile e le crescenti diseguaglianze nei diritti dei lavoratori sono problemi cruciali), un nuovo sistema di welfare per i disoccupati (per rendere possibile un mercato del lavoro autenticamente flessibile), la liberalizzazione e la competizione nei servizi e nelle merci (la creazione di un vero “mercato unico” italiano), la riforma della giustizia e del sistema universitario (per orientare il focus sugli studenti ed i risultati, e non sugli interessi dei professori).
Mr Emmott, ma lei crede che l’Italia possa davvero mai diventare, un giorno, un “paese normale”?
Spero di no! Spero che l’Italia possa continuare sempre ad essere speciale. Ma deve esserlo solo nelle cose buone, quelle della ‘Buona Italia’, e non nelle cose cattive, quelle della ‘Mala Italia’.
Si fa presto a dire opposizione
di Kuliscioff per theFrontPage
All’opposizione ci si sta se non si approva la linea della maggioranza. E se non si approva quella linea è perché se ne ha in mente una alternativa. L’opposizione politica si fa offrendo di un provvedimento, un’iniziativa, una scelta politica del governo, un quadro ragionato delle sue negatività, per opporvi una soluzione altra. L’opposizione funziona se quest’altra soluzione è argomentata bene, presentata meglio, se è capace di orientare l’agenda – anche dei media – e disorientare il governo.
Finiani di (s)Ventura
di Kuliscioff per theFrontPage
Se la prendono con la Ventura perché dice a Fini quello che evidentemente a Fini non piace sentirsi dire: che ha sbagliato tutto – tattica, opportunità, uomini. Che ha suicidato Fli prima ancora di levarla alla luce. Che è sull’orlo del baratro, insomma – lui ed il suo corrosivo progetto. Doveva essere la nouvelle droite – laica, riformatrice, avanguardista. Open, come la Society popperiana, della quale il partito avrebbe dovuto essere, nella sua articolazione ed organizzazione interna, la declinazione testimoniale.