18 aprile 2012
Lo shock drammatico che il Governo Monti si è posto l’obiettivo di evitare, io invece speravo che avvenisse. Le conseguenze non sarebbero state più catastrofiche delle iniziative salvifiche che invece stiamo subendo. Saremmo semplicemente stati costretti ad affrontare ora – invece di dilazionarlo nel tempo – il nostro conclamato fallimento: economico, politico, democratico.
L’oppressione fiscale cui anche il governo Monti non ha inteso risparmiarci è quantitativamente irrazionale: inibisce la voglia e la possibilità di fare impresa, investire, creare lavoro. Ed è ingiusta, perché non altrimenti finalizzata se non alla salvezza del sistema. Del sistema corrotto, improduttivo, de-pauperizzante che ha mostrato in questi due ultimi decenni (ma, in fondo, anche prima) di non aver altra prospettiva se non tener in piedi sé stesso.
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6 settembre 2011
Matteo Renzi ha tutto per riuscire. La sua mission è riappacificare l’opzione politica denominata centro-sinistra con quella prosaica occorrenza chiamata mondo reale. E per conseguirla, questa mission, non occorre uno che si tuffi nella metafisica dell’uomo nuovo anti-berlusconiano ma uno che, più banalmente, si immerga nella logica dell’uomo normale.
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29 agosto 2011
Otto ore ad Arcore per decidere che i comuni non si riducono, le province manco a parlarne, che la spesa pubblica (impedimento strutturale alla creazione di ricchezza) resta com’è, che le pensioni non vale la pena, la criminale mediazione politica può ben essere amnistiata e che, ciononostante, i saldi rimarrano invariati. Miiiii, e come? Due sono le cose: o ci ritroviamo al governo due aritmetici geniali, oppure i medesimi ritengono possibile prendere per il culo il mondo finanziario intero.
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10 agosto 2011
E quindi aveva ragione D’Alema. Lega e sinistra della stessa materia organica sono fatte: retorica demagogica, ideologismo ottuso, utopismo parassitario. E anti-berlusconismo.
Le pensioni non si toccano – intimano all’unisono il Bossi e il Bersani. Non si toccano ma non si capisce razionalmente perché, visto che la vita media si è allungata al di là di ogni ragionevole argomentazione a difesa del limite temporale di un’era demografica fa; visto che le pensioni che non si devono toccare sono quelle di chi una pensione garantita – e pure cospicua al di là di ogni ragionevole argomentazione di sostenibilità – ce l’ha. E ce l’ha ancora, quella cospicua pensione, solo perché invece c’è un sacco di altra gente che la pensione, pur dovendo coattamente contribuire al comune fondo previdenziale, alla fine non l’avrà.
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13 luglio 2011
Siamo l’unico paese europeo in cui, in luogo delle libere associazioni, i professionisti amano inquadrarsi in monolitici, illiberali, fascisti, appunto, ordini professionali. Da quello dei giornalisti, di cui ho la vergogna di appartenere, a quello degli avvocati, dei raccoglitori di lattughe, dei cesellatori di mozzarelle, dei curatori di malattie rare, e via corporativizzando.
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