25 settembre 2011
Se non circola denaro è difficile crescere. se il denaro lo si tassa è difficile circoli. uno che mi spieghi a che serve la #patrimoniale?
Così twittai, oggi.
Hanno commentato in tanti, su Facebook.
In breve, chi dice sì lo dice sostanzialmente nella convinzione che il prelievo da patrimoni, quindi da denaro bloccato, possa essere impiegato per ‘scopi’ pro-crescita – investimenti in infrastrutture, ad esempio. Chi dice no, lo dice perché non si ha alcuna evidenza storica del fatto che il denaro prelevato dallo Stato finisca davvero con il produrre effetti di stimolo per l’economia. Si hanno anzi una serie di obiezioni logiche. Del tipo: se tasso la ricchezza, ne scoraggio la produzione. E se disincentivo la produzione di ricchezza, inibisco la crescita, cioé la creazione di lavoro.
Franco Debenedetti lo ha detto assai meglio di quanto potrei mai fare io.
Qui il suo articolo per il Sole24Ore. Di seguito invece il dibattito tra i miei amici su Facebook.
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29 agosto 2011
Otto ore ad Arcore per decidere che i comuni non si riducono, le province manco a parlarne, che la spesa pubblica (impedimento strutturale alla creazione di ricchezza) resta com’è, che le pensioni non vale la pena, la criminale mediazione politica può ben essere amnistiata e che, ciononostante, i saldi rimarrano invariati. Miiiii, e come? Due sono le cose: o ci ritroviamo al governo due aritmetici geniali, oppure i medesimi ritengono possibile prendere per il culo il mondo finanziario intero.
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21 agosto 2011
Un tizio stamane verso le 9, in una spiaggia comprensibilmente deserta, ha pensato bene di rubarmi smartphone e ipod mentre io mi rifocillavo con la mia nuotata mattutina. L’ho visto il tipo mentre sbracciavo a dorso, ma vai a pensare: la mia preoccupazione semmai erano le meduse. Lo so, ste cose capitano e infatti, sinceramente, non me la sento proprio di farne un dramma. Oltretutto, la rubrica che temevo perduta, che-dio-benedica-gmail, è invece lì da qualche parte nella mia nuvola di google, e il telefono, evidentemente, lo ricomprerò.
Il bello però è un altro. Un amico su Twitter (@commercialista) mi ha dato un indizio perspicace assai sul possibile mandante: il Ministro Tremonti.
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13 luglio 2011
Siamo l’unico paese europeo in cui, in luogo delle libere associazioni, i professionisti amano inquadrarsi in monolitici, illiberali, fascisti, appunto, ordini professionali. Da quello dei giornalisti, di cui ho la vergogna di appartenere, a quello degli avvocati, dei raccoglitori di lattughe, dei cesellatori di mozzarelle, dei curatori di malattie rare, e via corporativizzando.
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12 luglio 2011
Hanno in mano il nostro debito, i così detti ‘speculatori’. Se il debito cresce, i loro investimenti vanno a puttane. E il debito nostro, signori, non ha alcuna chance di ridursi, né il poco perseguito dalla manovretta tremontiana, né il tanto che sraebbe invece necessario a farci avere un ticket per la credibilità. Non ha alcuna chance di ridursi, il debito, perché se parli di crescita, nel nostro paese, sembra quasi che vuoi bestemmiare; e non ha chance di ridursi, il debito, perché chi lo governa (nei fatti, e in potenza) si culla dell’alibi più scientificamente falso ma più emotiovamente convincente che esista: che segarlo di brutto – dismettendo patrimoni, azzannando la spesa, aggredendo le infrastrutture dell’italica improduttività – possa costare la morte (politica) per chi quei provvedimenti li assume e per chi quei provvedimenti – nella consapevolezza della loro necessarietà – li appoggia.
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